mind training

Meditazione casalinga

Con tre figli piccini può essere davvero difficile ritagliarsi del tempo per sè (soprattutto se uno ha un’età inferiore all’anno) e al contempo diventa particolarmente impegnativo mantenere una gestione minima della casa. Oltre a non sopportare più il caos imperante in casa, iniziavo a sentire la necessità di avere uno spazio per staccare, uno spazio per calmare la mente. Mi mancavano le poche lezioni di yoga fatte, sentivo dentro di me l’esigenza di trovare maggiore serenità.

Riflettendo sulla commistione tra interno ed esterno, tra interiorità e casa come riflesso del sé, ho iniziato a maturare un agire diverso: la mia meditazione è diventata il fare. Un po’ come da sempre fanno i monaci, mettere in ordine e pulire con attenzione e intenzione sono diventati un ottimo modo per trovare un pochino di spazio e tempo “calmo” e al contempo per avere una motivazione più forte per mantenere lo spazio abitativo con un minimo di decenza.

La consapevolezza con cui “pratico” cambia radicalmente sia la mia “resa” sia il mio benessere che ne segue: più sono consapevole e pongo attenzione e più riesco a fare, anche se mi sembra di andare lenta, ma sono nel qui ed ora, non mi affatico, mi prendo le pause che mi servono e paradossalmente riesco a sistemare molto meglio e.. l’aria della casa cambia. Se invece mi faccio prendere dal fare veloce mi rendo conto che mi svuoto di energia, concludo poco e alla fine sono stremata.

A questa osservazione esperienziale si è aggiunta la lettura del libro  “Manuale di pulizie di un monaco buddhista” di Keisuke Matsumoto, libretto carino e leggero, il cui concetto chiave si può grossomodo esprimere in.. “pulire i vetri significa pulire la propria anima”. Chiaramente semplifico, ma con questo spirito le pulizie acquistano davvero un altro valore!
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