PDDMD, yoga

Avere cura – pddmd

Ci sono giornate che partono dure, magari già colme dal giorno prima, quelle mattine in cui vorresti solo seppellirti nel letto e non vedere nessuno.

Queste sono le mattine in cui avere cura di sè può fare davvero una grande differenza: ci aiuta a riportarci in noi in maniera costruttiva e -contemporaneamente- a irrobustire i nostri confini e le nostre difese, quando ci paiono così labili e ci sembra che un soffio di vento possa spazzarci via.

Personalmente, trovo particolarmente utili le pratiche ayurvediche: la pulizia della bocca con l’olio, del naso con la lota e l’automassaggio con olii vegetali, seguito da doccia o bagno caldi, sono una coccola preziosa, che purifica e aiuta a centrarsi.

Queste pratiche diventano ancora più potenti se fatte con presenza e intenzione: prenderci cura di noi (un po’ come fanno i genitori con i piccini) e eliminare tutte le tossine fisiche e psichiche.

Una mezz’ora ben spesa al mattino aiuta sempre, ma nei momenti più duri è davvero una grossa mano per ripartire!

 

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libertà, life, love, mind training, yoga

Ascoltare i segnali e… fermarsi

Pensiamo, a volte, che la vita sia lineare. Ma lineare nel modo in cui pensiamo noi: faccio questo, poi succede quest’altro, che mi porterà lì… e ci facciamo tutti i nostri schemini.

Capita, però, di iniziare pian piano a cogliere dei segnali di dissonanza: cose che continuano a capitare e non avrebbero dovuto, difficoltà che si susseguono, esperienze anche belle, ma che non collimano con quel che si sta vivendo.
Se stiamo in ascolto li cogliamo abbastanza in fretta, altrimenti la vita alza il tiro, è giurato: perchè quando non vuoi vedere qualcosa lei cerca in tutti i modi di rendertelo palese, con le buone e con le cattive, con le belle e con le brutte.

A questo punto l’unica cosa saggia da fare è fermarsi, uscire un momento fuori dal film, sedersi su una panchina fuori dal cinema e osservare.
Dedicarsi spazio, ascolto, tempo, cura, e rimanere in ascolto.
Perchè poi noi le sappiamo le cose, nel profondo di noi, ma non sempre è semplice divenirne consapevoli: c’è bisogno di fare del lavoro per farle emergere.

In questi ultimi mesi di segnali ne ho ricevuti tanti e alla fine mi sono fermata: qualcosa è da sistemare, ci sono nuove decisioni da prendere, una vita da organizzare diversamente, mettere a fuoco priorità differenti, focalizzarsi meglio e sulle cose giuste per me.

Ho passato il capodanno da sola, e così sono rimasta per i 5 giorni successivi, dedicandomi finalmente solo a me stessa, dandomi il tempo della calma, dell’ascolto di ogni tipo di emozione, dell’osservazione della consonanza con l’ambiente, finalmente respirando e dando ascolto solo a me.

Non mi sento del tutto pronta per rientrare nella mia vita: vorrei indugiare su questa spiaggia ancora un po’, ma il mio impegno e sforzo sarà di portarmela dentro, questa spiaggia, questa consapevolezza, per continuare ad essere sempre presente a me stessa, ad essere centrata in ogni momento, in ogni relazione.

 

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pnl, yoga

Nuove abitudini

21 giorni pare sia il tempo minimo necessario ad introiettare una nuova abitudine. Un tempo che prima d’ora non sono mai riuscita a tenere.

Da parecchio avrei voluto inserire lo yoga nelle mie giornate: i benefici sono immensi, sia a livello fisico che mentale, e poi è una delle pochissime attività fisiche che mi piace fare. Quindi un annetto fa mi sono attrezzata per trovare un’alternativa fruibile nella mia condizione di mamma di neonata e, dietro  consiglio della mia amica Chiara, ho scoperto il progetto “La scimmia yoga“: finalmente potevo fare yoga da casa e in qualsiasi momento!

Ho iniziato quindi con un paio di lezioni, ma poi erano lunghe e non riuscivo proprio a trovare tutto quel tempo. Poi ho fatto il 30/30: mezz’ora al giorno era una durata gestibile; pratico per 6 giorni, uno di pausa, poi di nuovo sei giorni, poi uno di pausa.. due.. tre.. e bon, di nuovo ferma per mesi. Rinizio di nuovo a ottobre, faccio una settimana, poi sto male e di nuovo ferma. Da lì passano i mesi, intanto cerco il “buon momento” che non trovo mai: la sera ormai sono troppo stanca, di giorno non riesco, la mattina alzarsi ancora prima non se ne parla…

A gennaio frequento il corso PNL e da lì mi decido: non mi importa quando, ma voglio trovare un modo per fare yoga, perchè mi fa bene e mi fa la differenza. Così decido di alzarmi alle 6 la mattina (chi mi conosce sa bene quanto sia faticoso per me!) e di farmi la mia lezione da mezz’ora. Primo giorno – fatto. Secondo giorno – fatto. Terzo giorno – fatto; contemporaneamente scopro uno strumento aggiuntivo alla motivazione interna che mi sono data (e la PNL aiuta eccome in questo!): la condivisione. Ho iniziato a pubblicare su instagram una foto ogni mattina, dopo aver praticato, come impegno con me stessa (il renderlo pubblico mi rende più difficile tornare indietro) ed è successa una cosa magica: queste foto del tappetino hanno ricevuto dei “piacciamenti”, cosa di cui non avevo tenuto molto conto. Ho sentito, grazie a questo, una sorta di sprone collettivo ad andare avanti, un sostegno nel sentire che qualcuno stava facendo il tifo per me. Ho capito quanto davvero sia molto più facile fare le cose insieme ad altre persone e ho toccato con mano quanto importante sia circondarsi di persone che ci stimolino a dare il meglio di noi (ovviamente anche i miei “yogatti” Bruce e Melissa che vegliano la mia pratica ogni mattina danno il loro contributo!).

Ora sono al termine della seconda settimana di pratica, non faccio pause e quando posso mi concedo una lezione più lunga: i 21 giorni si avvicinano!

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p.s. sì. pratico in pigiama 😀