coaching, libertà, pnl

Excellence coaching: identità e rivoluzione

Ci sono eventi nella vita che sono rivoluzionari.

A volte sono momenti provanti, particolarmente sfidanti, a consentirci di apprendere delle personali grandi e preziose verità.
Ma non è sempre necessario dover passare per percorsi lunghi o traumatici per avere delle illuminazioni.

La scorsa settimana ho avuto la possibilità di partecipare ad uno straordinario corso di quattro giorni : l’Excellence Coaching di Ekis.

Non sapevo bene cosa si sarebbe fatto, certo è che avevo davvero grandi aspettative: chiunque mi abbia parlato prima di partire si è sentito dire “vado a rivoluzionarmi, sono pronta a tutto!”. Ho sentito tante e tante persone che avevano già preso parte a quest’esperienza e da tutte il feedback era uno solo: occhi che luccicano e sospiri (“ahhhh, l’Excellence…”); al contempo tutte le volte che, da vera curiosa qual sono, tentavo di estorcere qualche altro tipo di informazione, non ne ottenevo mai nulla.

Così sono partita, in piena fibrillazione (peraltro è un corso che ho atteso per quasi un anno), e sono finalmente arrivata in quel di Reggio nell’Emilia, pronta davvero a tutto.

Mi sono trovata catapultata in un’esperienza oltre il pensabile: più di 200 persone che in pochi giorni sono cambiate in maniera epocale, producendo un’energia incredibile, che mi porto ancora pienamente dentro. Persone completamente sconosciute, con cui al secondo giorno parlavi già dei tuoi pensieri e segreti più intimi, in una comunanza così profonda, come difficilmente si ha avuto la possibilità di esperire nella vita di tutti i giorni. Coach meravigliosi e sempre un passo avanti: sempre pronti a sostenere, a dire quella parola giusta, a porre quella domanda capace di aprirti nuove strade nella mente, nuove possibilità. Trainers d’eccezione: competenza e cuore densamente fusi insieme.

E le persone, che ricchezza le persone: ogni tanto mi bloccavo e magari mi mettevo a lato della sala, in piedi, solo per vedere lo spettacolo di individui così diversi per età, estrazione, stile, tutti così profondamente immersi in sè stessi e nelle relazioni con gli altri… quanta bellezza!

L’appoggiarsi, il sostenersi, i flash continui che arrivavano all’uno all’altro, le rivelazioni, le comprensioni improvvise, gli abbracci, l’amore esperito nella mente e concretamente, i volti che cambiano da un giorno all’altro, diventando manifestazione concreta del cambiamento interiore, l’energia pazzesca.

Difficile davvero trasferire in parole un’esperienza così speciale…

Rimangono nuove consapevolezze nuove e importanti, una me libera e in pace con sè stessa e con gli altri, la sensazione che tutto è possibile, una identità precisa e una scala di valori finalmente scelta: mi sono ascoltata e ho scelto veramente chi voglio essere, da ora in avanti.

Grazie al PNL Master Practitioner sono rinata me stessa, grazie all’Excellence ho lasciato le zavorre a terra e mi sono liberata: ora sono veramente e pienamente me.

 

WhatsApp Image 2017-11-27 at 15.02.59

coaching, love

Alimentare le relazioni

Ogni mattina, da ottobre ad aprile, mi alzo e, tutta infreddolita, per prima cosa scendo ad accendere la stufa.

All’inizio ci mettevo davvero tanto tempo, a volte la dovevo riaccendere un sacco di volte e mi è capitato diverse volte di starci appresso per tutta la giornata.

Quando ho iniziato ad usarla ho dovuto imparare a dosare la legna, a capire come mettere i ciocchi e di quale grandezza utilizzarli, a seconda del momento: nei primi mesi di utilizzo facevo un bel fuoco, ma non scaldava a sufficienza, dopo ho utilizzato troppa legna rispetto quel che mi serviva.

Non è stato facile trovare l’equilibrio, capire che, a seconda del momento, il fuoco ha bisogno di quantità e qualità diverse per mantenersi vivo: al mattino ha bisogno di tanti pezzi piccoli, di essere foraggiato tanto, poi va avanti da solo e basta qualche ciocco più grosso, continuando comunque a monitorarlo durante la giornata.

Tutte le mattine, sia che sia presto, sia che sia tardi, sia che io sia in forma, sia che abbia la febbre, la prima cosa che faccio è accendere la stufa.

Le nostre relazioni, soprattutto quelle importanti, sono come la mia stufa: hanno bisogno che alimentiamo il loro fuoco, che capiamo di cosa hanno bisogno, che le monitoriamo continuamente… i fuochi accesi da più tempo sopportano più facilmente le mancanze, ma, se non foraggiati, dopo un po’ si spengono anch’essi.

C’è bisogno di uscire da noi stessi per incontrare l’altro e capirne le necessità, mettendo in atto una danza di ascolto, calibrazione e azione, che ci permette di creare una calda e stabile fiamma dell’intensità perfetta per scaldarci adeguatamente.

Tutto questo va fatto indipendentemente dalle nostre condizioni: la stufa va accesa anche quando non stiamo bene, anche quando non abbiamo voglia, perchè altrimenti il fuoco non c’è e rimaniamo al freddo. E bisogna ascoltarla, e mettere nel fuoco le cose di cui ha bisogno quando servono, altrimenti rischiamo di spegnere il fuoco, o di averne uno che non scalda, o di esagerare e morire di caldo.

E’ esattamente ciò che c’è bisogno di fare con le nostre relazioni: non basta riempirsi di attenzioni all’inizio e poi pensare che vada da sè, o esserci solo quando ci va e ne abbiamo voglia, o soffocare l’altro con mille pretese.

L’essenziale è la presenza in ascolto, in ogni momento.

 

0d414344-21e4-4fd2-af8b-ea9374ad386b

mind training

Uscire – pddmd

Quando cambia quello che senti, cambia quello che puoi fare… dice Bandler.

Si modifica quello che si sente grazie al cambio di pensiero e di fisiologia, ma c’è una piccola cosa che da’ spesso una grande mano nell’alleggerire emozioni poco simpatiche: uscire.

Cambiare ambiente ci consente di spostare i pensieri, di fare un po’ di “ricambio aria” anche nella testa; in particolare uscire fuori, all’aperto (meglio ancora se in un bel posto verde e naturale), ha un effetto praticamente immediato sulla sensazione di “limite” che abbiamo negli ambienti chiusi.

Nel momento in cui abbattiamo la sensazione di limite, abbiamo maggiori possibilità di accedere alle nostre risorse interiori, sia emotive che creative: vi è mai capitato di intestardirvi su una questione, ad un certo punto mollare tutto, uscire, fare una passeggiata e dopo un po’… vi viene una brillante idea?

Ecco, è precisamente quello che succede!

Io adoro andare a camminare nei boschi vicino a casa, ma anche solo uscire in balcone e rimirare le montagne mi consente di accedere ad un bel cambio di stato!

Quali sono i vostri posti preferiti?

 

WP_20160315_12_12_44_Pro

Senza categoria

Vampiri – pddmd

Quando ho frequentato il PNL Practitioner, un elemento che mi ha colpita particolarmente è stato quello riguardante il gruppo dei pari: con questa espressione si intende l’insieme delle persone che frequentiamo. Perchè si parla del gruppo dei pari mentre si studia PNL?
Perchè è riprovato che le persone che frequentiamo ci influenzano, e anche molto.

E’ quindi particolarmente importante, nei momenti di salita, circondarci di persone positive, che ci sostengano e illuminino il cammino. Al contempo, è opportuno far le “pulizie” e, come facciamo all’interno del Challenge Giardino Interiore, potare ciò che ci soffoca e non ci lascia respirare a dovere.

Prendere le distanze dai cosiddetti “vampiri energetici”, da chi ci usa un po’ come cestino dell’immondizia emotiva, da chi ci giudica e ci affossa, da chi passa la vita a lamentarsi senza agire mai, può essere davvero molto utile e produttivo sia per ottimizzare le energie che per mantenere aperto lo sguardo sulle possibilità e le risorse che abbiamo.

A volte i nostri “vampiri” sono persone molto molto vicine: anche in questo caso è importante trovare delle strategie per contenere la loro influenza su di noi (magari è sufficiente diminuire il tempo di frequentazione o variarne il contesto).

lights-1088141_640.jpg

life

Compleanni e bilanci

C’è chi i bilanci li fa a Capodanno, io li faccio al compleanno.

Oggi è il mio compleanno.

Probabilmente non ci sarà una torta, le prenotazioni sono andate storte e i programmi della giornata sono un po’ saltati. Ho festeggiato la scorsa settimana coi miei genitori, e mio padre ha deciso di litigare con me. Sono rimasta senz’acqua, ancora non ho l’acqua calda e devo migrare per farmi una doccia; il dentista attende soldi che non ho per fare lavori che non posso rimandare. Come se non bastasse, è arrivata la prima grossa crisi relazionale seria, e ora mi sento ancora un po’ “acciaccata”.

Ho passato momenti di profonda tristezza, ma ho continuato a gestire le cose, ad andare avanti a testa bassa, passo dopo passo. E ho notato, tanto.

Ho notato gli amici, che mi si sono stretti attorno come non mai, che mi hanno dato una mano immensa, anche quando non mi vedevano da dieci anni e avevo dimenticato il portafoglio a casa, che mi hanno aiutata di inseguire i miei sogni, stando coi miei bambini quando dovevo andare via per farlo, che mi hanno dato la possibilità di aiutarli e sentire che io ci sono.

Ho notato le fortune nelle sfighe, come riuscire a prendere la penultima corsa della metro quando il treno ha fatto 155′ di ritardo, avere un’amica che mi salva quando arrivo dall’altra parte del mondo e mi sono persa, avere i vicini che portano l’acqua, quando manca proprio la sera prima di un giorno festivo, o amici che da ogni dove si offrono per le lavatrici.

Ho notato l’amore, nel rimanere accanto a me, nonostante la fatica degli eventi e l’alto impegno che invariabilmente chiedo di mettere sul piatto, nonostante il mettersi in gioco sia così tanto e sia tutto così diverso da quello che si è vissuto prima. L’amore, nello stare coi miei bambini, nonostante le paure e le insicurezze, solo perchè io ne avevo bisogno; nell’esserci, come si riesce, anche se non è perfetto. L’amore, nell’imperfezione, nell’essere come si è, e nell’esserci nonostante tutto.

E so che questo compleanno è speciale, perchè per la prima volta lo passo veramente come me stessa, perchè quest’anno mi celebro per quella che sono e mi dico che non importa quello che succede: io sono proprio felice di essere me.

Mi sento grata, profondamente, perchè i periodi intensi fanno toccare con mano ciò che altrimenti rimarrebbe in fondo all’oceano: bisogna scendere in fondo per trovare i tesori nascosti.. e si trovano, sempre, se si decide di guardarli.

 

Oggi non so cosa farò, ma so che passerò una magnifica giornata, perchè festeggerò il mio essere al mondo, la mia vita stupenda anche quando ci sono delle salite, e lo passerò con chi amo e mi ama nonostante tutto.

 

WhatsApp Image 2017-11-06 at 17.29.29

 

 

life, mind training, PDDMD

Ripartire da sè – pddmd

La prima cosa da fare quando si passa un momento impegnativo è focalizzarsi su di sè: ci permette di andare al nocciolo delle questioni, di accedere alle nostre risorse e di utilizzare al meglio l’esperienza che stiamo passando per trarne il massimo insegnamento possibile, per cambiare in modo da farne tesoro.

Focalizzarsi su di sè, ripartire da sè, trova concretizzazione in un gesto, in un’abitudine quotidiana, che ci centri e ci dia il senso della strada che stiamo percorrendo, ci aiuti quindi a mantenere un punto di vista orientato correttamente verso i nostri bisogni profondi interiori.

Per me l’abitudine correlata al ripartire da me stessa è lo yoga mattutino.

 

Qual è il vostro punto di ripartenza? scrivetelo nei commenti!!

 

WhatsApp Image 2017-11-06 at 17.33.18.jpeg

mind training, PDDMD

Appartenenza – pddmd

Indossare o usare qualcosa che ci rappresenta, che sentiamo come profondamente nostro e rappresentativo di noi stessi, della parte più profonda e magari ribelle del nostro cuore, della parte più leggera, quella che ci fa stare bene.

Il mio “qualcosa” è una pettinatura, ad esempio… eh sì, potete citare star wars!

…qual è il vostro “qualcosa”? Scrivetelo nei commenti!!

WhatsApp Image 2017-11-06 at 16.46.37

mind training, PDDMD

Piccolo Dizionario Dei Momenti Difficili

Inizio oggi questo piccolo dizionario, con tante piccole cose che possono esserci utili nei momenti in cui abbiamo una vita in super salita e dobbiamo tenere botta…

Toverete man mano qui sotto l’elenco di tutti i piccoli post che andrà integrandosi man mano

 

enjoy PDDMD  ❤

 

 

Continue reading “Piccolo Dizionario Dei Momenti Difficili”

coaching, life, mind training, pnl

Vivere… troppo?

Sto passando un momento molto intenso e sfidante da tanti punti di vista: una condizione di salute non proprio egregia, spese grandi impreviste, l’acqua che manca a tratti, la mia relazione che traballa e discussioni familiari.

A volte può sembrare che tutto sia “troppo”: troppo da sostenere, troppo da affrontare, troppo tutto insieme.

A bene vedere, però, i momenti di troppa fatica sono proprio quelli in cui costruiamo, verifichiamo, smontiamo ciò che non va più. E quindi sono “troppo” importanti!
E capita, in questi momenti, che a guardarli bene spesso si trovano meraviglie inaspettate, come vicini che ti portano l’acqua e amici che stanno coi bimbi quando lavori e ti ascoltano e confortano.

Capita poi a volte perfino di aver paura del “troppo” in sè… in questo caso di solito c’è semplicemente “troppa” paura e dal momento in cui lo capiamo abbiamo la possibilità di scegliere se vogliamo vivere in base alle nostre paure o correre il rischio di vivere fino in fondo.

 

Vivere “troppo”, in fin dei conti, è semplicemente vivere.

 

 

travelator-1209281_640