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Come liberarci delle emozioni negative

Riflettevo oggi su una dinamica che spesso scatta in noi quando ci troviamo a vivere delle emozioni o delle condizioni che ci mettono a disagio: decidiamo che quella situazione non ci sta bene, che i bisogni che ne derivano non sono corretti o ammissibili,  e cerchiamo in tutti i modi di buttarle fuori di noi.
Per esempio siamo stanchi o malaticci, e avremmo bisogno di riposarci, ma dobbiamo andare a lavorare, dobbiamo sentire tizio al telefono, dobbiamo preparare la cena, dobbiamo portare i bimbi a scuola e.. no! non possiamo essere stanchi, né men che meno malati! Oppure siamo tristi e questa tristezza ci da’ così fastidio, che la condiamo di ogni sorta di arrabbiatura, perché non vogliamo assolutamente accettare di stare fermi ad ascoltarla e sentire quel male, e la copriamo.
E, come sempre accade in questo tipo di situazioni, più respingiamo queste emozioni, queste condizioni, più ci si appiccicano addosso come lo scotch. E’ un po’ come quando andiamo a dormire e non abbiamo sufficiente sonno: iniziamo a dirci che dobbiamo dormire, che poi la sveglia suona, che -uff- ma perché non mi addormento che sono così stanco, che ora devo asssssssolutamente dormire subito, perché il mondo non aspetta me.. e io nemmeno; e più ci incaponiamo e più ci svegliamo, e finiamo alle 5 di mattina ancora a fissare il soffitto.

Ecco, proprio a proposito di sonno che non arriva: avete mai provato a infischiarvene e ad approfittarne per leggere? Se lo avete fatto vi sarete resi conto che la maggior parte delle volte vi ritrovate addormentati e col libro caduto in faccia nel giro di un paio di pagine o, nelle restanti poche volte in cui questo non avviene, vi siete goduti un po’ di buon tempo gradevole che vi farà poi dormire meglio e più sereni.
Con gli stati d’animo negativi (e le condizioni che non possiamo cambiare) funziona esattamente nello stesso modo: accettare la nostra emozione, lasciarci attraversare da essa, fermarci e starci insieme fino a che, da sola, non inizia a sfumare, e dirci che va bene così; accettare i bisogni che ne derivano, che magari sono scomodi per noi in quel momento, e accettarli e dirci che va bene così; questa è la maniera migliore per poterci liberare degli stati faticosi o dolorosi, ed è anche l’unica maniera per imparare ed arricchirci con essi, per fare di queste situazioni delle vere esperienze di crescita.

Stare, accettarsi, e dirsi che andiamo bene, anche quando non siamo al top. Questo è il segreto.

 

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coaching, pnl

Sensazione di confusione?

Vi è mai capitato di trovarvi nella condizione di effettuare una scelta e non avere proprio la più pallida idea di cosa fare? E ci pensate, ci ripensate, vi ci spaccate la testa.. ma zero: la soluzione non viene? E poi magari vi sembra di aver deciso: Sì, dai è quella! Ma tre secondi dopo.. uhm, no, proprio no.. e via andare.

Anche a me è successo spesso e ora ho finalmente capito che, quando accade, è un bel segnale per fermarmi e cambiare gli occhiali. In questi casi, infatti, mi rendo conto che indosso degli occhiali un po’ da miope, che ingrandiscono le cose vicine, e la cura è molto semplice: toglierli e mettere al loro posto un bel.. binocolo!!

Questo capita quando non abbiamo chiari i nostri obiettivi (o non li stiamo guardando), quindi, non avendo una direzione in cui guardare, non sappiamo bene da che parte andare. E’ proprio come trovarsi in auto: se non sappiamo in che direzione dirigerci, dove vogliamo arrivare, continuiamo a prendere strade a caso, perchè – fondamentalmente – l’una vale l’altra.

Ed è proprio questo il momento in cui dobbiamo alzare lo sguardo, rifocalizzandolo sui nostri obiettivi, o – se non li abbiamo – sederci e chiederci dove vogliamo arrivare, chi vogliamo diventare.

Nel momento in cui i nostri obiettivi sono chiari e il nostro sguardo è fisso su di essi, quando ci diciamo cosa vogliamo ottenere e sentiamo dentro di noi questa chiarezza, allora tutto diventa semplice e le scelte si dipanano praticamente da sole.

Quindi.. alziamo lo sguardo e mettiamo su un bel binocolo!!!

 

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coaching, libertà, mind training, pnl

Prendiamo una bella nuova abitudine?

Dall’uscita dello scorso post, sono state diverse le persone che mi hanno detto di voler iniziare qualcosa di benefico per sé (un’attività fisica o altro), ma di non riuscire ancora a trovare il tempo o la giusta motivazione per farlo..

E quindi mi è venuta un’idea: perchè non cominciare con una marcia in più, che ci aiuti ad rendere possibile ciò che ci sembra così lontano?
Ho sperimentato su me stessa quanto possa essere d’aiuto e di sostegno la presenza di qualcuno che ci incoraggia e che condivide con noi il percorso, per cui ho deciso di lanciare un’idea che mi bazzicava nella testa già da un po’: il Challenge Nuove Abitudini.

Di cosa si tratta? Il Challenge Nuove Abitudini è un percorso condiviso di 21 giorni, in cui ci si allena quotidianamente nella direzione di creare e consolidare una nuova abitudine che ci è benefica. Il supporto delle altre persone in questo percorso ci aiuterà a mantenere salda la motivazione e lo sguardo fisso sul nostro obiettivo.

Come funziona? ecco qui le regole per partecipare!
Manda una mail entro sabato 18 febbraio 2017 a cuorediquercia@gmail.com per iscriverti: riceverai una risposta che contiene le “istruzioni per l’uso”. La nuova abitudine che si vuole acquisire può essere di qualsiasi tipo, l’importante è che sia benefica per noi.
Il Challenge Nuove Abitudini durerà 21 giorni e inizierà lunedì 20 febbraio 2017.

Allora: pronti per iniziare??

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pnl, yoga

Nuove abitudini

21 giorni pare sia il tempo minimo necessario ad introiettare una nuova abitudine. Un tempo che prima d’ora non sono mai riuscita a tenere.

Da parecchio avrei voluto inserire lo yoga nelle mie giornate: i benefici sono immensi, sia a livello fisico che mentale, e poi è una delle pochissime attività fisiche che mi piace fare. Quindi un annetto fa mi sono attrezzata per trovare un’alternativa fruibile nella mia condizione di mamma di neonata e, dietro  consiglio della mia amica Chiara, ho scoperto il progetto “La scimmia yoga“: finalmente potevo fare yoga da casa e in qualsiasi momento!

Ho iniziato quindi con un paio di lezioni, ma poi erano lunghe e non riuscivo proprio a trovare tutto quel tempo. Poi ho fatto il 30/30: mezz’ora al giorno era una durata gestibile; pratico per 6 giorni, uno di pausa, poi di nuovo sei giorni, poi uno di pausa.. due.. tre.. e bon, di nuovo ferma per mesi. Rinizio di nuovo a ottobre, faccio una settimana, poi sto male e di nuovo ferma. Da lì passano i mesi, intanto cerco il “buon momento” che non trovo mai: la sera ormai sono troppo stanca, di giorno non riesco, la mattina alzarsi ancora prima non se ne parla…

A gennaio frequento il corso PNL e da lì mi decido: non mi importa quando, ma voglio trovare un modo per fare yoga, perchè mi fa bene e mi fa la differenza. Così decido di alzarmi alle 6 la mattina (chi mi conosce sa bene quanto sia faticoso per me!) e di farmi la mia lezione da mezz’ora. Primo giorno – fatto. Secondo giorno – fatto. Terzo giorno – fatto; contemporaneamente scopro uno strumento aggiuntivo alla motivazione interna che mi sono data (e la PNL aiuta eccome in questo!): la condivisione. Ho iniziato a pubblicare su instagram una foto ogni mattina, dopo aver praticato, come impegno con me stessa (il renderlo pubblico mi rende più difficile tornare indietro) ed è successa una cosa magica: queste foto del tappetino hanno ricevuto dei “piacciamenti”, cosa di cui non avevo tenuto molto conto. Ho sentito, grazie a questo, una sorta di sprone collettivo ad andare avanti, un sostegno nel sentire che qualcuno stava facendo il tifo per me. Ho capito quanto davvero sia molto più facile fare le cose insieme ad altre persone e ho toccato con mano quanto importante sia circondarsi di persone che ci stimolino a dare il meglio di noi (ovviamente anche i miei “yogatti” Bruce e Melissa che vegliano la mia pratica ogni mattina danno il loro contributo!).

Ora sono al termine della seconda settimana di pratica, non faccio pause e quando posso mi concedo una lezione più lunga: i 21 giorni si avvicinano!

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p.s. sì. pratico in pigiama 😀