coaching, libertà

Rivelazioni

Succede a volte che la strada d’un tratto ti porti ad una svolta. Stai camminando, non capisci bene dove stai andando, un po’ arranchi a tratti, sei stanca, ma tieni botta e continui. Ad un certo punto, una curva improvvisa, un collegamento quasi casuale, ti porta a vedere e svelare il cammino fatto finora e finalmente scorgi il panorama.

L’illuminazione arriva sotto forma di libro, grazie alle parole di Giorgia Ferrari in “Tutto a posto”, che all’inizio del suo testo propone un lavoro sul sè, per poi passare alla gestione dell’abitazione. Ed ecco che finalmente scorgo i miei scopi, e vedo che – a dispetto di quel che pensavo – c’è sempre stato un fil rouge che mi conduceva nel cammino, che al di là della sua declinazione pratica che è, sarà ed è stata molteplice,  è ben chiaro. Capire che “quello che si vuole fare da grande” non è un mestiere, un lavoro, una cosa, ma è composto da alcuni obiettivi di vita e che questi si possono evolvere e concretizzare in maniera differente durante la nostra vita, mi ha fatto immediatamente mollare la sensazione perenne di confusione per lasciare il posto ad una definita consapevolezza.

Me li sono scritti, questi obiettivi, e ogni tanto me li vado a riguardare o  cerco di ripassarli a mente, per avere sempre chiaro dove sto andando (visto che ora ho trovato i cartelli!) e per mantenere sempre vivo quel senso di autoefficacia che sinora era stato così dolente.

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